Quanti oli diversi servono in un centro estetico?

La dotazione minima parte dai tre Dosha e cresce con il tempo

Non esiste un numero fisso, ma la logica ayurvedica ti dà un criterio chiaro: una dotazione di base può includere formulazioni adatte alle principali tipologie costituzionali. Se vuoi offrire un servizio coerente con l’approccio ayurvedico, la tua dotazione minima deve permetterti di trattare una pelle Vata, una Pitta e una Kapha con formulazioni specifiche.

In pratica, un set di partenza ragionevole include un olio nutriente e riscaldante per Vata, un olio rinfrescante e lenitivo per Pitta e un olio stimolante per Kapha. A questi puoi aggiungere un olio tridoshico, utile nelle situazioni in cui la lettura della costituzione non è ancora chiara o quando vuoi un’azione equilibrante generale senza una specificità marcata.

Man mano che il centro si specializza, la dotazione si amplia con oli specifici e tecniche particolari: così da avere un’ampia gamma di soluzioni per tutte le problematiche che le clienti possono presentare.

Il criterio è qualità e coerenza, non quantità. Meglio tre oli usati con competenza che dieci scelti senza criterio.

Trovi la panoramica nella pagina degli oli ayurvedici.

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