È diffuso a livello mondiale l’interesse per il benessere psicofisico e per pratiche come la detossinazione; l’argomento è oggetto di grande attenzione anche da parte dei media.
Ma il concetto ha una lunga tradizione alle spalle. Numerose culture riconoscono fasi in cui corpo e mente vengono purificati. Allo stesso modo, questi processi di detossinazione hanno un posto di rilievo nei millenari insegnamenti dell’Ayurveda.
Mai come in questo momento, infatti, le diete non equilibrate, il fumo, l’alcol, lo stress e le tossine ambientali mettono a dura prova le persone.
Le terapie ayurvediche di depurazione sono di tanti tipi, alcune possono essere effettuate ogni giorno e rappresentano i Dinacharya (routine quotidiane come pulizia della lingua e automassaggio); praticate con costanza alleggeriscono il nostro corpo come una buona pulizia di primavera, mantenendo l’equilibrio e ripristinando una buona energia vitale.
Ci sono invece pratiche di depurazione più profonda, che vengono effettuate in particolari momenti della vita, sotto controllo medico e hanno una durata stabilita.
Vediamole insieme.
Detossinazione ayurvedica: cosa c’è da sapere sulle pratiche di detox

Come depurarsi secondo la via ayurvedica
La depurazione è una pratica ricca di tradizione e si basa sui precetti antichi della medicina ayurvedica.
Ma in cosa consiste?
Questa pulizia, che si svolge solamente sotto controllo medico, indicata nella sua forma completa come panchakarma, è un insieme di azioni atte a depurare l’organismo e successivamente rigenerarlo, riportandolo nel suo stato ottimale. È un percorso personalizzato adatto a tutte le costituzioni in base ai Dosha che le compongono.
Ma partiamo dall’inizio
Devi sapere che l’Ayurveda divide ciò che esiste in Natura in cinque elementi:
- Aakash (spazio);
- Vayu (aria);
- Teja (fuoco);
- Jala (acqua);
- Prithvi (terra).
Si ritiene che varie combinazioni di ciascun elemento formino i tre biotipi costituzionali, noti anche come Dosha, responsabili delle diverse funzioni fisiologiche del corpo. I tre Dosha sono Vata, Pitta e Kapha
Per garantire una buona salute, è necessario mantenere o ripristinare l’equilibrio dei tre Dosha, in base alla natura di ciascuno. Se si verificano squilibri, si parla di inestetismi, disturbi o malattie.
Il processo di detossinazione deve diventare dunque una parte di routine per favorire l’equilibrio, quindi la salute.
Tieni presente che ogni persona ha un propria combinazione unica di Dosha, basata sulla genetica e su vari fattori ambientali.
L’Ayurveda suggerisce di eseguire con costanza quelle pratiche giornaliere che consentono di mantenere già un certo livello di depurazione. Oltre a questo ci possono essere dei momenti dell’anno in cui è più opportuno dedicarsi all’attività di detossinazione.
Scopriamole insieme.
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Quando fare la depurazione ayurvedica?
L’Ayurveda ritiene il massaggio al corpo, attraverso specifici trattamenti, una vera e propria pratica di detossinazione e rigenerazione. Le manualità codificate secondo particolari direzioni e la scelta dell’olio ayurvedico o choorna (polvere di erbe) più adatti, costituiscono un percorso da effettuare almeno tre volte all’anno, soprattutto nei cambi di stagione.
A tal proposito, l’Ayurveda riconosce tre stagioni in base alle loro qualità primarie:
- fine inverno-primavera;
- estate;
- autunno/inizio inverno.
In definitiva, è consigliato effettuare un ciclo di trattamenti all’inizio della stagione per evitare prevedibili effetti indesiderati.

Ayurveda e detox: queste le tre fasi principali
La pulizia ayurvedica tradizionale, chiamata panchakarma, invece è un processo che deve essere eseguito esclusivamente da personale medico ayurvedico specializzato.
La pulizia completa del panchakarma dura in genere tre o quattro settimane, ma è possibile personalizzarla in base alle proprie esigenze.
L’unica regola?
Fare in modo che tutte e tre le fasi abbiano la stessa durata di tempo. Per esempio, la pulizia potrebbe durare sei giorni (allora si prevedono due giorni per ciascuna fase), dodici giorni (quattro giorni in ciascuna fase) o ventuno giorni (sette giorni in ciascuna fase).
Il panchakarma prevede alcune fasi di preparazione denominate purvakarma
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Fase 1: preparazione (Pachana)
La prima fase si concentra sulla preparazione dell’intestino attraverso una dieta depurativa e l’idratazione, aumentando la capacità digestiva e migliorando lo stato di Agni (fuoco digestivo).
Fase 2: Oleazione interna e esterna (Snehana)
Ora che l’intestino è meno congestionato, è il momento di iniziare a mobilizzare i Dosha alterati, dai luoghi di accumulo verso gli organi escretori. In questa fase, in molti contesti tradizionali, ci si concentra su un tipo specifico di alimentazione adeguata, una miscela nutriente di pasti kitchari e oleazione di ghee a livello interno.
Perché il kitchari e il ghee?
Il kitchari è un piatto tradizionale indiano preparato con riso basmati, fagioli mung dahl, ghee e spezie per insaporire. Il kitchari è considerato un ‘pasto perfetto’ in quanto contiene tutti i macronutrienti essenziali: carboidrati (fagioli e riso), proteine complete (mung dahl) e grassi (ghee).
Il ghee, invece, contiene acido butirrico, un sottoprodotto metabolico prodotto nell’intestino che contribuisce a mantenere sana la parete intestinale. Inoltre, è ricco di acidi grassi omega-3, vitamine liposolubili e acidi grassi a catena corta, media e lunga. Il ghee aiuta a lubrificare e ammorbidire l’interno del tratto digestivo, favorendo l’assorbimento e la regolarità.
In questa fase lo snehana esterno è rappresentato da trattamenti specifici a base di oli ayurvedici fra cui l’Abhyanga.
Fase 3: Induzione alla sudorazione (Svedana)
Svedana significa letteralmente “sudore” ed è l’applicazione di calore terapeutico al corpo per dilatare gli Srota (canali) in modo che l’eliminazione delle tossine dai tessuti, che è l’obiettivo dello snehana, sia raggiunto più facilmente.
E’ importante ribadire che tutte queste pratiche sono da eseguire sotto il controllo di personale medico specializzato. Qualora si sia intenzionati a seguire un approccio detox più dolce, meno invasivo, si può procedere con pratiche di massaggio con oli taila che costituiscono una via facilmente praticabile, comunque efficace e piacevole.

L’importanza del massaggio ayurvedico per il detox
L‘Abhyanga è la tecnica di massaggio tradizionale ayurvedico per eccellenza. Utilizza ricette tradizionali in cui gli oli vegetali vengono arricchiti con specifiche erbe attraverso una lavorazione manuale codificata da secoli. Permette di riportare in equilibrio i Dosha, depura e tonifica i tessuti, previene l’invecchiamento, rinvigorisce il corpo e migliora la salute dei capelli e della pelle.
Insieme all’Abhyanga esistono altri trattamenti della tradizione atti a mantenere l’organismo in buona salute in base alle condizioni della persona.
A questo punto potresti chiederti come posso apprendere queste tecniche?
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Conclusioni
In questo articolo abbiamo parlato in linea generale del processo di depurazione ayurvedica. Se dunque sei alla ricerca di un modo per distinguerti e offrire alle tue clienti trattamenti sartoriali scopri con noi l’ecosistema Ayurway e diventa nostra partner.
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