Quante volte nel trascorrere del quotidiano, siamo concentrati nelle azioni o persi nei nostri pensieri, senza prestare la giusta attenzione ai segnali del nostro corpo?
Sicuramente più di quanto ce ne accorgiamo. Magari non ci siamo mai chiesti qual’è la parte del nostro corpo dove percepiamo il dolore o la paura o la gioia, oppure prestiamo attenzione alla qualità del nostro sonno o del nostro appetito?
Ascoltiamo quello che il corpo intelligentemente ci comunica?
Recenti studi hanno dimostrato che la capacità di sentire il proprio corpo è direttamente proporzionale alla resilienza che si manifesta nei confronti dello stress e delle problematiche quotidiane.
Chi attraverso scelte di vita o condizioni momentanee sperimenta luoghi e tempi di quiete, dopo il disorientamento iniziale, tocca con mano come questo “stile di vita” porti con sé una sorta di riallineamento ai tempi naturali del vivere: in sintesi c’é tempo!
Da dedicare al sonno, alla preparazione del cibo con cura, all’attività fisica, alla lettura e a tutte quelle attività che spesso rimangono in coda perché non strettamente necessarie, ma magari piacevoli e nutrienti.
In buona sostanza, nonostante le difficoltà che in alcune condizioni di parziale isolamento si possono riscontrare, ci si accorge che il vivere ha un ritmo più consono, in maggiore accordo con i bioritmi naturali, il presente e l’ascolto di sé stessi.

Ridurre un poco il tempo che si trascorre sui social o davanti alla TV o in attività che ci portano fuori da noi, porta anche la possibilità di stare faccia a faccia con sé stessi e ritrovare consapevolezza del proprio sentire.
Questo ci può accadere anche quando viviamo momenti di difficoltà, nel superarli ci ritroviamo a conoscerci un pò meglio, senza fronzoli o eccessive aspettative, come se si fosse ritornati un po’ più all’essenza… a ciò che conta veramente.
Ma quanto queste esperienze nelle nostre vite, (a proposito hai letto questo articolo?) hanno effetti In Istituto e nel nostro lavoro?
SAPER ASCOLTARE E OSSERVARE…
Con il termine comunicazione non si fa riferimento solo alla semplice trasmissione di informazioni da un soggetto all’altro, ma anche alla condivisione di valori, contenuti, emozioni e sentimenti. Alla base infatti di una buona comunicazione e di relazioni costruttive c’è la capacità di saper ascoltare ed essere presenti.
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Saper ascoltare ci consente di istaurare relazioni migliori, imparare e arricchirci attraverso la conoscenza dell’altro; l’ascolto attivo è l’unico modo con cui possiamo rimandare ai nostri interlocutori attenzione ed interesse sinceri, facendoli sentire compresi, rispettati, rilevanti.
L’Osservazione fa parte di questa presenza attiva, soprattutto quando si fa un mestiere in cui si trattano i corpi delle persone. Guardare, toccare, condividere quale percezione ha la persona del proprio corpo, ci guida in un vero e proprio viaggio di consapevolezza e fiducia.
Proprio ciò che l’Ayurveda, attuale più che mai, ci insegna a fare con scrupolosità e competenza.
Questa saggezza millenaria, che ispira le nostre vite e il nostro lavoro, ci mette in contatto con noi stessi e gli altri in modo più consapevole, dimostrandosi di grande efficacia. Anche nell’ambito Estetico professionale, l’Ayurveda ci dona la possibilità di interagire in maniera diretta con la persona, osservando, percependo ed ascoltando le necessità del corpo, senza intermediari, lontani da mode o protocolli standard.
IMPARIAMO A PORRE LE GIUSTE DOMANDE!
Per comprendere la natura dello stato di disarmonia che si manifesta ed è avvertito dalla persona, “ascoltare” è senza dubbio l’inizio del rimedio, ma è necessario essere in grado di porre le domande giuste, per ricevere importanti informazioni sullo stato di disequilibrio in atto. Il momento dedicato all’anamnesi è prezioso e speciale, indispensabile per conoscere alcune peculiarità fisiologiche che ci permettono d’improntare un percorso di trattamento estremamente personalizzato e che facilita la nostra cliente ad imparare ad ascoltare e osservare le esigenze che il corpo le comunica.
Ayurway, all’interno del proprio panorama di corsi volti alla formazione delle Professioniste dell’Estetica, dona grande risalto all’anamnesi ayurvedica, come punto di partenza su cui strutturare un offerta solida, efficace e unica.
La conoscenza e la chiarezza sugli elementi concreti di diagnosi e osservazione del cliente, renderanno la chiave di lettura ayurvedica uno strumento efficace ed estremamente pratico sin da subito, che svelerà il suo enorme potenziale per svolgere con successo la propria missione: riportare la persona nel suo stato naturale di benessere e armonia, da cui scaturisce la bellezza autentica e duratura!
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